Pennellate di rosa in una Notte Bianca

Era il 13 agosto in quel di Guardiagrele, fantastica cittadina nel cuore della provincia teatina, dove è facile trovare prodotti tipici di altissimo livello, e magari visitare la mostra di artigianato artistico abruzzese, presente tutti gli anni proprio nel mese di agosto. Per la suddetta sera il paese freme, e lungo le due viuzze principali e nelle piazzette del centro si dispongono stand e banchi gastronomici e di artigianato. Fa bella mostra di sé il Tempio del Gusto, e mai nome più azzeccato per questo “generi alimentari” elegante ma rifatto un po’ sullo stile di una volta, che per l’occasione sfoggia una porchetta da poco sfornata che servono davanti al negozio al piatto o tra due croccanti guance di panino. Porchetta ottenuta da maiali allevati allo stato brado a Pennapiedimonte, frazione nel Parco della Maiella. Inutile dire che non abbiamo resistito all’assaggio di un panino. Porchetta di grandissimo pregio, morbida e delicata, dove la speziatura molto ben dosata non sovrasta il sapore intrinseco delle carni, e il tutto è coronato da una crosta friabile e croccante che si sciogli letteralmente in bocca. Divina. Al banco di questo negozio si possono trovare poi altri prodotti di salumeria di grandissima qualità, dalle ventricine vastesi fatte come una volta, ovvero senza gli zuccheri, i conservanti e gli additivi riscontrati nei prodotti più comuni, ai salami coperti di strutto ed erbe aromatiche del parco, dalle salsicce passite (anche di fegato come da tradizione locale) ai salami di Gessopalena. Materie prime di qualità e lavorazioni artigianali. Grande scelta anche di formaggi, dai pecorini ai caciocavalli, sui quali però non ci siamo soffermati avendo già fatto incetta a Farindola. Insomma, posto da visitare e dal quale non si esce a mani vuote, potendo pescare anche tra legumi, cereali, pasta, miele, vini e birre, tutti in prevalenza da produzioni locali.

tempio del gusto

Ma la più piacevole sorpresa della serata, almeno per noi neosommelier, l’abbiamo incontrata all’enoteca Fiore, dove si potevano degustare diversi Cerasuolo d’Abruzzo alla cifra irrisoria di 1 euro al bicchiere. Purtroppo dico bicchiere e non calice perché venivano serviti in bicchieri di plastica trasparenti, un po’ mortificanti per vini di buona leva come questi. Le etichette a disposizione erano diverse e noi ne abbiamo provate quattro, tra le più quotate, che ci hanno fatto provare diverse sfaccettature del Cerasuolo d’Abruzzo.

Cataldi Madonna Cerasuolo d’Abruzzo 2012: colore incantevole, mediamente carico ma di riflessi vivaci e pieni, al naso è intensamente floreale e fruttato con nota di gelatine alla fragola e rose. Fresco, di gran beva, con bell’equilibrio tra morbidezza e acidità, con leggera sapidità e buona persistenza.

cerasuolo-abruzzo-Praesidium

Praesidium Cerasuolo 2010: da questa piccola azienda che lavora in regime biologico qualcosa che esce dai comuni schemi di questi rosati. Il colore è denso, come succo di ciliegia, carico e leggermente velato. L’olfazione è atipica, venata da un accento di cantina (quasi note di muffe), che poi lascia spazio a un ventaglio fruttato maturo di melagrana, ciliegia e succo d’arancia. Al palato sorprende con una freschezza sferzante che sostiene una struttura importante dove la morbidezza avvolge, la carica alcolica di 13,5% è ben intersecata al tutto e una sapidità contenuta chiude il quadro. Lunga e piacevole la persistenza sul registro fruttato, che lo rende adeguato persino sull’abbinamento ardito con gli arrosticini di pecora, dove si comporta incredibilmente bene, pulendo l’untuosità con l’alcool e il briciolo di tannino che possiede, grazie anche all’aiuto di un’acidità che porta via grassi e dolcezza, mentre la lunga persistenza impedisce il ritorno in bocca dei forti aromi di pecora.

Nicodemi Cerasuolo 2012: il colore è intrigante e vivido, il naso abbastanza delicato, inizialmente chiuso poi regala fragoline di bosco, rosa canina e ricordi di tamarindo. Fa della freschezza il suo pezzo forte, prestandosi ancora a qualche mese di bottiglia per goderne un maggiore equilibrio. Media persistenza.

Agriverde Cerasuolo Solarea 2012: anche qui il colore non delude per brillantezza ed il naso è intenso e giocato su intensa florealità di roselline e caramelle di fragola e ciliegia. In bocca entra parimenti fresco e morbido, ma pecca con una chiusura un po’ minerale, con una leggera nota metallica.

Personalmente conquistato principalmente dai primi due esempi, Cataldi Madonna un perfetto compagno per aperitivi, pizza, cenette di pesce con qualche intingolo di sugo, insomma un bel jolly per gli abbinamenti. Il Praesidium vino su cui riflettere, dai caratteri non immediati ma capace di regalare inaspettate sorprese, anche con abbinamenti più arditi.

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3 pensieri su “Pennellate di rosa in una Notte Bianca

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