Alsazia, l’acqua di Colmar, il vino di Riquewihr

imageOggi primo giorno in Alsazia, e partiamo alla scoperta di Colmar, una cittadina affascinante e accogliente, ricca di scorci suggestivi e dalla vocazione turistica ben modulata, tanto da non apparire trappola per turisti ma piuttosto meta gradevole e interessante. Diversi i rivenditori di vino, una costante della regione, ma anche tanto artigianato e numerosi locali dove ristorarsi con la cucina locale. Noi approfittiamo golosamente della patisserie davanti alla grande cattedrale neogotica che domina il centro della città vecchia e diventa anche nido per alcune cicogne, tipico incontro di queste zone. D’altronde a una mille fouille e una eclaire au cafè è difficile resistere.

Per le vie del centro apprezziamo anche i canali della Petite Venice, nome forse pretenzioso ma i piccoli corsi d’acqua tra le tipiche case alsaziane rendono l’atmosfera magica, con piccole chiatte che trasportano i visitatori di turno , e una giornata di sole che enfatizza i colori di questa città, che si può vantare tra le altre cose di dare i natali a Bartoldhi, l’ideatore della Statua della Libertà, della quale si incontra anche una riproduzione uscendo dalla città in direzione nord, mentre nel centro cittadino si trova il museo a lui dedicato, allestito nella sua casa natale.

Conclusa la visita a Colmar facciamo rotta per Riquewihr, dove ci aspetta una degustazione di vini da Hugel et Fils. Il Borgo medievale è incantevole, adagiato ai piedi del Gran Cru Schlossberg, che domina il paesaggio con il suo ripido pendio coltivato quasi unicamente a Riesling ed esposto a sud/sud-est, dove è possibile fare una bella passeggiata sul Sentier Viticole che porta fino al vicino paese di Hunawihr, al di là della collina.

image Nella sala degustazione di Hugel partiamo direttamente con vini della linea Jubilee, realizzata con uve provenienti dai vigneti posti nei gran Cru aziendali. Il Riesling 2007 proviene dal Cru Schlossberg, che gli dona una ricca mineralità già individuabile al naso, che si esprime elegante su frutta di cotogne, gelee di albicocche, fini agrumi, e un fiore di glicine. Al palato non delude, con grande freschezza unita a ricca morbidezza ed un finale lungo e determinato da una sapidità gessosa davvero intrigante.

Pinot Gris Jubilee 2008 viene dal Cru Sporen, molto più basso e ricco di argille. Il suo bouquet è ricco, floreale e fruttato, con susine, pesche bianche, cedro, e note di frutta secca tostata, ricordo del parziale passaggio in legno. Freschezza entusiasmante, una lunghezza da brivido ricordi floreali dove si innestano note tostate e una fine sapidità che completa l’equilibrio.

Il Gewurztraminer Jubilee 2008 mostra finezza, comune a tutta la linea, un’ intensità modulata, con pulite note di albicocche, fiori d’acacia, cenni erbacei di erbe aromatiche, frutta esotica. All’assaggio emerge un certo residuo zuccherino, una struttura ricca di morbidezza e con l’alcol un punto fuori scala, che scalda nel finale, mentre la sapidità e la nota aromatica del vitigno chiudono con un ricordo amaricante che dura a lungo. Piacevole ma meglio al naso.

Il Pinot Gris Homage a Jean Hugel 1998 viene da una speciale selezione di uve stramature, con parziale residuo zuccherino. Il risultato è elegante, giocato su note di miele, cera, fichi secchi, cenni balsamici. Al palato grande intensità gustativa, che riempie il centro bocca, morbido e avvolgente ma ancora percorso di grande freschezza, saporito e lungo con ricordi di fichi e noci.

Intrigante anche il Gewurztraminer Homage a Jean Hugel 1998, con sentori di canditi, kiwi e ananas disidratati, ricche spezie di noce moscata, cardamomo, anice stellato. L’assaggio è avvincente, dolce ma amaricante, morbido, con freschezza forse un poco sottotono, ma comunque persistente su note di frutta caramellata.

Chiudiamo con due Vendage Tardive. Il primo da Pinot Gris (a mio avviso il vitigno sul quale meglio si esprimono), millesimo 98, con naso articolato su canditi di agrumi, legno dolce, miele, fiori gialli secchi, e palato dolce, fresco e abbastanza sapido, ma un po’ sbilanciato sulla parte morbida di glicerina e alcol, che appesantiscono la beva.

Il secondo e ultimo è invece il Riesling VT 2009, rappresenta intenso fiore bianco, frutti dolci canditi, di kiwi e cotogna, con refoli di basilico e punte minerali tipiche di idrocarburi. Acidità sferzante, sapidità, dolcezza delicata e ben bilanciata, con allungo duraturo ed elegante.

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