Domaine Schoffit, l’altra faccia del Rangen

imageStamattina improvvisiamo una visita al Domaine Schoffit, sperduto in una stradina alla periferia di Colmar, non proprio in zona turistica, né tantomeno nei pressi della Ruote des vins. La maggior parte dei loro terreni è ubicata a Harth, una piana alluvionale che si distende verso Ingersheim, ma questa cantina è anche nota per possedere un bell’appezzamento nel celebre Rangen de Thann, nella fattispecie col vigneto Clos Saint Théobald. Inoltre di recente acquisizione anche qualche vigna sul Grand Cru Sommerberg, altra vetta di qualità. Curiosa la storia del Saint Théobald, vigneto acquistato in condizioni di semi abbandono, perché troppo irto e difficile da lavorare, su un ripido pendio di suolo vulcanico. Ma Bernhard si è rimboccato le maniche e ne ha creato un’eccellenza.

Assaggiamo qui anche uno Chasselas, vitigno tradizionale d’Alsazia, ma ormai coltivato e soprattutto vinificato da pochissimi. Schoffit lo fa e gli riesce molto bene. Il 2009 è incredibilmente ricco e pieno già al naso, con netta impronta minerale e note di frutta gialla in confettura, dono di un’annata particolarmente calda. Assaggio completo, con dorsale fresco-sapida di livello, intenso e potente, con calore ben integrato e lungo al palato, con netta sapidità ghiaiosa.

Il 2012 è tutt’altra storia, con aromi freschi fruttati e floreali, di gelsomino, pesca, caramella alla banana, con nota salmastra. Grande freschezza, corpo agile, facile beva, buona persistenza. Vino abbordabile, ma meno intrigante del 2009, molto più “alsaziano”.

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Quello che più ci attrae è il Riesling di Rangen, ed iniziamo col 2011, dagli aromi un po’ contratti, con lime, aloe, note minerali. In bocca si concede con tutta la sua potenza, un leggero residuo zuccherino, morbidezza unita a sapore denso e sapido, che si protrae a lungo sorretto da ricca acidità.
Riesling Rangen 2012 è floreale, con ricordi di aloe vera e frutti bianchi dolci, toni erbacee e agrumati di pompelmo. Il residuo zuccherino è minore, la beva più leggera, il vino più esile e fine, esplode meno sui ricordi minerali.
Riesling Rangen 2010, etichettato come Schistes, ovvero secco, segue un’annata fresca, che gli dona un colore ancora verdolino. Note di sottobosco, pietra lavica, miele e agrume giallo fresco. Assaggio perfettamente secco, fine, lungo, sapido, di dura freschezza che ne prolungherà l’evoluzione.

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Stesso Cru e stessa mini verticale, ma di Pinot Gris Rangen. Il 2010 è anche in questo caso di riflessi verdolini, e apre al naso con una nota salmastra, ricordi erbacei di salvia e rosmarino, cenni di funghi, fruttato di pesca gialla e mela, che tornano anche all’ assaggio, di lunga durata grazie alla robusta spalla acida, ma ammorbidito da un residuo zuccherino ben percepibile, che frena anche le componenti saline.
Il 2011 mostra maggiore estratto, anche per consistenza nel calice, e colore giallo paglierino. Al naso tanta frutta matura, albicocca in cima, e nota iodata. Al palato è rotondo, grasso di glicerina e zuccheri, morbido ma dotato di netta sapidità.
Infine il 2012, di colore paglierino pieno, verso il dorato, si allarga al naso con note di fiori gialli secchi, mirabelle in confettura, pescasciroppata, miele millefiori. Assaggio più fresco del precedente per la più giovane età, sempre ricco residuo, finale di frutta caramellata e miele. Foie gras il suo matrimonio ideale.

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Si chiude alla grande con un Pinot Gris Rangen 2007 Vendage Tardive. Il calice si riempie di un miele oleoso color oro vivo, con tutta la finezza che la botritys cinerea sa donare. Note di camomilla lievi, miele, cenere, incenso, cera, cipria, confetture di frutti gialli e un cenno di arancia dolce candita. In bocca è un concentrato di sapore, morbido, avvolgente, con sapore denso, lungo e sorretto da sufficiente acidità, che sostiene il gravoso peso di tanto zucchero e glicerina. Armonico e godurioso. Non serve abbinamento per gustarlo al meglio.

Salutiamo soddisfatti, riponendo la curiosità in un cassetto, in attesa di scoprire come evolverà il nostro Riesling Clos Saint Theobald 2011, e certi di stupire gli amici con lo Chasselas 2009 in splendida versione alsaziana.

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