Serra del Conte, un Verdicchio superstite dal caldo 2003

wpid-20140926_204542.jpgGuardate quest’etichetta, Serra del Conte, è la linea di entrata della cantina Garofoli, tradizione e storia del Verdicchio dei Castelli di Jesi. E’ un Classico (in tutti i sensi), e ne ho scovato una bottiglia del 2003, ben conservata e ad un prezzo commuovente, considerato che già esce normalmente a prezzi più che popolari (trai 4 e i 5 €).

Considerazioni: 11 anni sul groppone, un’annata torrida che ha cotto le uve di qusi tutta Europa, una vinificazione senza troppe ambizioni, il vino doveva essere pronto, dedicato alla beva immediata.

Oggi cosa troviamo? Un colore oro pieno e brillante, dai riflessi piacevolmente verdi, una consistenza certo non da vinone, perché non lo è. Al naso non ha una complessità immensa, improbabile trovarla dalla materia di partenza, ma apre su dolci note di melone maturo, un tono di crema al limone che mostra un’evoluzione in parte ossidativa, un netto ricordo di mandorla, e una scia fine di liquirizia, che si ritrova nel finale di bocca. Un sorso pulito, ancora agile pur se arrotondato e morbido, in piena corrispondenza con le suggestioni olfattive. Mantiene tutte le premesse che l’hanno generato. piacevolezza, sorso sciolto ma pieno, di buona persistenza, e si riconoscono le evoluzioni del Verdicchio, con mandorla e liquirizia. L’ennesima riconferma (ma ancora ce n’è bisogno?!?) delle potenzialità di questo vitigno.

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