Merano, istruzioni per l’uso

image

Ecco qualche idea per approcciarsi al Merano Wine Festival, sulla base della mia personale esperienza di oggi, primo giorno di degustazioni selvagge:
1. Non cominciate dagli Champagne. Ce ne sono davvero di validi, ma all’inizio sono in molti a voler partire con le bolle, e difficilmente dietro la folla si riesce a vedere chi c’è al banco.
2. Si puo partire dai vini austriaci con belle espressioni di gruner e riesling, come Lenz Moser, Uhler, ed Herman Moser, con vini gioviali ma profondi, accessibili, anche nei prezzi ma anche capaci di invecchiare, freschi e profumati ma ben equilibrati da un corpo non sempre troppo scarno.
3. Se i riesling vi intrigano è vietato mancare le cantine alsaziane e della Mosella presenti, altra scuola ma sempre belle emozioni.
4. I suddetti sono adiacenti agli Champagne, che verso ora di pranzo vedono un po’ diradarsi la folla, e si fa il momento di assaggiare qualcosa, e per non stare sui soliti nomi provate un Les Chevres Pierreuses Champagne Premier Cru di Leclerc Briant, un 2008 brillante e teso, tra agrume e fini frutti rossi, tra note di panetteria e frutti croccanti bianchi. Completo al naso, elegante e profondo al palato, godurioso e rinfrescante.
5. Visto che ci sono un paio di Borgogna in giro non mancateli, e Chateau de Citeaux e Chateau de Mersault potranno regalarvi belle espressioni di Chardonnay e Pinot Noir nelle loro terre di elezione.
6. Se non riuscite a fare a meno della Toscana subirete qualche Brunello 2009 potente e generoso, dai frutti cotti e l’alcol in evidenza. Provate quello di Lisini e troverete la faccia buona dell’annata, con frutto croccante e beva dissoluta.
7. Non vi accalcate dietro i banchi più affollati delle grandi etichette, magari concedetevi qualche tentativo a caso, potrete incontrare piccoli produttori davvero in gamba, e magari dopo una bella scoperta vi accorgerete che il tavolo che volevate assalire è diventato finalmente accessibile…
8. Portatevi una tasca porta calice se volete liberarvi le mani di tanto in tanto, perché non sono in dotazione
9. Rispettate sempre chi vi versa il vino, che sia produttore, sommelier o commerciale,  perché dietro a un calice, per quanto possa non convincervi, c’è il lavoro di persone che spesso mettono tutta la loro passione in quel prodotto.
10. Godetevela, si possono assaggiare cose davvvero uniche, come La Bora 2006 di Kante, Chardonnay di purezza e tensione incredibili, o il Picolit di Aquila del Torre, piccola  eccellenza dei passiti italiani.

image

image

image

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...