Incontri meranesi: Peter Uhler

peter-uhler-winzer-und-musikerL’Austria, protagonista dei miei primissimi assaggi al Merano Wine Festival, mi ha lasciato alcuni incontri simpatici e il ricordo di vini che volentieri terrei in cantina. I primi li ho scoperti da Peter Uhler, simpatico violinista viennese che, pur lontano per tradizioni familiari dai lavori della terra, ha tradotto il suo amore per la natura in una nuova passione, quella per la vitivinicultura. In tempi in cui si trovavano vigneti in stato di semi abbandono attorno a Vienna Peter ha acquistato qualche appezzamento sulla collina del Nussberg, proprio la capitale asburgica, fascinosa ed elegante, che vanta un connubio di cultura e natura che porta le superfici vitate fino in città. Qui Uhler ha recuperato le vigne, ora in età tra i 30 e i 60 anni, e le ha allevate in regime biodinamico, valorizzando i vitigni tipici della tradizione locale, come il Riesling e il Gruner Veltliner. Ma nei suoi campi coesistono ben 15 diversi vitigni differenti, tra i quali Chardonnay, Goldenmuskateller, Weissburgunder, gewurz, welschriesling e roter veltliner, che nella loro totalità vanno a mischiarsi nel Wiener Gemischter Satz, un vino tradizionale viennese, ottenuto proprio dall’assemblaggio di tante differenti uve.
gemischter satzE’ un prodotto di cui Peter va orgoglioso in quanto paragonabile al lavoro dell’orchestra, dove i singoli strumenti devono trovare armonia e giuste cadenze per realizzare una sinfonia. Ed in effetti il Wiener Gemischter Satz 2013 di Uhler suona bene, con un incedere di frutti misti, fiori bianchi ed erbe aromatiche, che coccolano il naso in un elegante rincorrersi di profumi. Al palato scorre con la freschezza delle note di un
violino, suona la carica con un bel corpo, con il calore presente e cadenzato come il suono di un fagotto, e pompa sale come un concerto di ottoni, lasciando a lungo il ricordo della sua melodia. Un vino godibile ora ma che mostra un equilibrio e una ricchezza di componenti che potrebbe riservare belle sorprese anche con qualche anno di bottiglia. Profondo, sincero e unico, come l’umiltà e la passione di Peter.

Per la cronaca le etichette di Uhler riportano questa faccia simpatica che poco ha a che vedere con l’Austria, ed rappresenta un’altra delle scelte coraggiose di questo produttore, che ha scelto per la grafica delle sue bottiglie l’espressione energica e piena di vita di un anziano signore incontrato nelle sue tournee in Sudamerica, immagine ideale per trasmettere la gioia di vivere e l’amore per l’esistenza che Peter cerca di trasmettere con la sua musica e i suoi vini.

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