Montalcino Express: Terza Tappa – Fattoi

 

 

 

 

 

 

Mappa-Fattoi

Dalla tenuta di Col d’Orcia si riprende la strada e ci si inerpica su nuovi clivi, risalendo in altimetria, direzione Fattoi. Lungo la strada Francesco Falcone, guida e organizzatore del tour, ci mostra le vigne di Soldera, protette da una recinzione elettrificata, e la tenuta di Gaja attorno alla Pieve di Santa Restituta, mentre Vania Valentini ed io immortaliamo nella memoria immagini indelebili dei colori autunnali che si fondono al calore dei paesaggi senesi. Proseguendo si raggiunge la fine della strada, e con essa la cantina di Fattoi, dove ci attende nel cortile Leonardo.

E’ lui oggi alla guida dell’azienda insieme al fratello Lamberto, ancora seguiti dal padre Ofelio, ex mezzadro presso Castello Banfi che nel 1965 decise di acquistare terreni vitati per mettersi in proprio. Una proprietà che si attesta su circa 8 ha piantati a sangiovese da Brunello, con vigne originarie del ’70 e del ’74, reimpiantate nel 1987, che oggi a causa dei rimpiazzi delle fallanze,si attestano su un’eta media di 25 anni. La coltivazione è a cordone speronato singolo e gli ultimi impianti si distribuiscono con circa 4000 piante/ettaro. Le viti vengono dal vivaio francese Guillame, e tra i vari cloni si prediligono maggiormente quelli a grappolo leggermente spargolo (gli stessi utilizzati anche da Gaja), più resistenti ai problemi di umidità e in grado di concentrare maggiormente colore e sostanze grazie alla naturale tendenza ad acinellare.

IMG_3825Ammiriamo sotto di noi il paesaggio inondato dal sole, scorgendo i filari di sangiovese subito sottostanti all’uliveto, sempre di proprietà Fattoi. Le vigne catturano ancora tutta la luce del pomeriggio e risplendono di oro col loro fogliame autunnale. Rilassati dal paesaggio intorno Leonardo ci racconta della vendemmia appena trascorsa, che nonostante le difficoltà dell’annata sembra aver portato ai loro vini una buona prospettiva, almeno stando alle analisi e alle sensazioni dell’enologo Piero Rivella. Un 2014 sicuramente difficile per tutti, nella quale faranno la differenza le zone dotate di terreni ben drenati e pendii ventilati e ben esposti, e le vigne di Fattoi sono sicuramente tra queste.

Ci accomodiamo nella saletta di degustazione dove ci aspettano già schierate quattro annate di Rosso e altrettante di Brunello. Un’altra piacevole prova da superare in questo tour di Montalcino.

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Si parte ovviamente con il Rosso di Montalcino, imbottigliato solo da da pochi giorni. I Fattoi ne producono circa 20 mila bottiglie. Per questo vino le macerazioni sono d1i 10 ai 14 giorni, quindi più brevi che per il Brunello, e si svolge la mallolattica in inox per poi andare in legno,  a primavera, dove resta fino all’autunno, quindi dai 7 ai 9 mesi. Le uve vengono dalle loro vigne più fresche, che danno vini più fruttati e croccanti, che la breve sosta in legni grandi e vecchi non offusca. Tra le scelte anche il rifiuto della filtrazione, effettuata solo a maglie grosse in fase di imbottigliamento per evitare impurità grossolane. Maggiore attenzione è invece indirizzata ai travasi, con costante monitoraggio dello stato dei vini nelle botti, e ricorso alla solfitazione in caso di necessità per evitare derive non volute verso lo sviluppo di volatili.

Il Rosso 2013 soffre un po’ il freschissimo imbottigliamento, evidente anche dai toni che dal rubino tendono al porpora, ma regala un ricordo minerale di conchiglia che si lega a frutti di ciliegia, more di rovo e amarena. All’assaggio è fresco e di bel corpo, caldo e sapido, ricco in mineralità e dotato di tannino fitto e freschezza finale agrumata. Ancora in via di composizione ma lascia buone impressioni. 85+

Rosso 2012. Qui il colore è quello del rubino pieno, trasparente e vivido, e il ventaglio olfattivo è netto e ben delineato, con succo di amarena, radici di rabarbaro, agrume e terra. Al gusto si rivela succoso ed equilibrato, con bel finale di chinotto e ciliegia, tannino presente, elegante e ben integrato. C’è corpo e sapore, c’è frutto e materia, c’è equilibrio e piacere. Davvero un gran bel bere. 87+

Rosso 2011. Colore meno intenso e più evoluto, con accenni granato. Si sente l’annata calda nei suoi toni scuri di torrefazione, cacao e caffè, che dominano su un frutto dolce e maturo. Ha buon nervo ma è manca della giusta articolazione, si perde nel finale, tra un frutto dolce e un tannino non ricchissimo ma amaricante. 81.
Rosso 2010. Il colore mostra venature granato nella massa rubino, di buona consistenza. I profumi sono velati da un cenno di riduzione, ed il frutto è un po’ sommesso e scuro, con ricordi di radici. Al palato si rivela invece ruspante, come se l’austerità olfattiva nascondesse un carattere scontroso ma forte, con ancorea un discreto slancio, pieno di sale ma un po’ carente nel frutto, con chiusura leggermente amaricante. Introspettivo. 81.

E’ poi la volta della batteria di Brunello, ottenuto da uve selezionate dai vigneti più vecchi e meglio esposti (nelle annate migliori le vasche più promettenti vanno nella Riserva). In questo caso sono circa 20 i giorni di macerazione sulle bucce e poi si mantiene in acciaio fino a completo svolgimento della mallolattica, per poi andare in grandi botti di rovere si Slavonia , dove affina per ben 3 anni e mezzo.

Il primo assaggio è del Brunello Fattoi 2010 (anteprima), in bottiglia da soli due mesi. Deciso il suo attacco fruttato al naso, seguito da spezia e refoli balsamici, e ancora un tono fumè, tra tabacco e cacao, che prepara alla beva. L’ingresso è avvolgente e pieno, con tannino dalle maglie strette ma immerso con finezza nella massa, ricca, piena in sapore e calore, quasi vellutata nonostante la tensione gustativa che ne prolunga i ricordi, intrisi di quel cenno di fumo avvertito al naso. Elegante e già sulla via dell’armonia, che acquisterà con i necessari mesi di bottiglia, ma mostra di avere muscoli ma di saperli usare con grazia. 89+
Brunello Fattoi 2009. Il colore è un rubino che regala qualche pagliuzza granata in più, e al naso racconta di macchia mediterranea, alloro e carne, un po’ restio ad aprirsi. Al palato mostra minore eleganza del 2010, con una versione più verace e mediterranea, caldo e sapido, dal frutto maturo e buona rotondità. Già apprezzabile a tavola. 84.
Brunello Fattoi 2008. Al primo naso sale il carattere quasi salmastro, dato da una nota iodata, poi snocciola ricordi netti e belli, di foglia secca, rose, tabacco e liquirizia. Al palato entra pieno e profondo, si distende con bel tannino vivo e  buon alcol, che segnano la bocca e la scaldano lasciando un piacevole ricordo, con chiusura lunga saporita e centrata sul frutto, di mela rossa e more, ma anche sottobosco, cacao dolce e lieve goudron che ritornano con stile, in un rincorrersi di sensazioni. Una cavalcata di profumi e aromi, di grande godibilità. E ha appena imboccato la via per la maturità, ancora lontana dall’esser raggiunta. 92+
Brunello 2007. Ancora questa annata bollente prò molto ben giudicata dal Consorzio (5 Stelle). Il calore dell’annata e il tempo sulle spalle segnano il colore di tinte granato, dense sul calice. Tra i profumi ricordi di cocomero, foglie e corteccia, nocciola, cacao e caffè. Se al naso la via dell’evoluzione è evidente, col frutto rosso pienamente in confettura, la bocca è ruspante, ricca in calore e tannino, quasi schiaffeggia la lingua, poi chiude sulle note torrefatte di caffè, cacao e nocciola, volumico e avvolgente ma dalla dinamica gustativa più di massa che di dinamismo. Massiccio. 89.

Dopo un giro tra le botti della cantina (i tonneau sono usati solo per la Riserva, ndr) e le ultime chiacchiere con questi gentilissimi fratelli usciamo a raccogliere gli ultimi raggi di sole e puntiamo la rotta verso l’ultima tappa del nostro Brunello Day, direzione Ventolaio, mentre la sera incombe e i colori dell’autunno lentamente si spengono nei toni del grigio e dell’azzurro.

[nelle foto, a sx Leonardo Fattoi, a dx Lamberto Fattoi]

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