Un Gewurztraminer stellare, anzi “Lunare”

Chi è appassionato di Alto Adige e di questa cantina sa bene quanto i loro vini siano predisposti ad evolvere positivamente nel tempo, almeno da quando Sebastian Stocker infuse la sua arte nel metodo di vinificare e affinare i vini sulle fecce fini, alla moda francese, creando prodotti all’apparenza quasi immortali. Sto parlando ovviamente di Terlan, dall’omonimo paese altoatesino, cantina della quale si possono tessere le lodi in lungo e in largo, specie per bianchi in grado di dare davvero il meglio di sé se messi alla prova del tempo. E di recente ne ho avuto l’ennesima piacevole conferma, con un vino che per il vero, per gusto personale, trovo spesso di difficile approccio.
wpid-20150517_182257.jpgSto parlando del Lunare, il Gewurztraminer della linea “selezione” di Terlan, di cui ricordavo la netta impronta aromatica, il volume grasso e potente al palato, l’opulenza di materia e profumi, almeno di vini degustati nell’annata di uscita. Ma poco tempo fa un amico ha portato una bottiglia coperta, che abbiamo degustato senza pregiudizi e condizionamenti. Colore di oro colato, glicerico e morbido nel calice, dai profumi eleganti e suadenti. I profumi dolci, di frutti gialli maturi, fichi, agrumi canditi e spezie gialle, con ricordi di erbe aromatiche e fiori di rose. Al palato entra con grande eleganza, profondo ed espansivo ma aggraziato. Regala cenni di frutta secca, spezie e frutti dolci, con freschi echi floreali nel finale e una scia saporita lunga. Spiazzati, sospettiamo qualcosa di francese, ma sveliamo la bottiglia e scopriamo questo splendido Lunare 2004. Vino che oggi è armonico, con le note varietali più nette ormai ormai assorbite e levigate dal tempo, restano solo sbuffi dolci di rose e ricordi di spezie fini che completano un quadro complesso, che lascia il palato soddisfatto e affascinato. Mi conquista e capisco che per me, con questo vino, ci vuole pazienza, e attendere il momento giusto per apprezzarne le mirabili evoluzioni che sa concedere.

wpid-20150518_122553.jpgIl giorno dopo a Pietrasanta incontro proprio il banco di Terlano, con la gentilissima Renate, e dopo gli assaggi di tutta la linea non posso evitare di concedermi il Lunare 2013. Il colore è giovanile, denso di giallo ma ancora percorso di note verdoline, e a metterci il naso si trova immancabile un fiore di gelsomino e rose gialle (spinto quasi al ricordo di saponette), erbe aromatiche fino al basilico, e note di ananas fresco. Al palato conferma il ricordo che avevo di assaggi passati, e come nelle annate precedenti ha un attacco quasi violento, si prende tutto lo spazio del palato e lo avvolge, lasciandolo con un leggero ricordo amaricante nel finale, quasi piccante, che chiama un abbinamento perfetto con piatti orientali, come un pollo al curry. La base c’è, e spero di ritrovarlo tra qualche anno, più attempato e con quelle evoluzioni che mi hanno conquistato nel suo fratellino maggiore.

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