Aleatico Passito 2008 Barberani, dolce in elegante vestito rosso

wpid-20150709_215720.jpgI vini dolci sono una tipologia spesso snobbata, vuoi perché svilita da alcune dinamiche commerciali che hanno inondato il mercato di vini dolci di bassa qualità, vuoi perché trovano difficilmente un equilibrio che li renda facilmente apprezzabili, proprio per via della materia zuccherina presente, non per aggiunta ma come residuo degli zuccheri naturali delle uve, non trasformati in alcool dalla fermentazione.

Nella zona di Orvieto i passiti trovano gioco facile, specialmente se parliamo di bianchi, sui quali spesso interviene la muffa nobile a costruire un contorno di complessità ed eleganza. E allora è curioso scoprire un passito ma da uve rosse come l’Aleatico, che si presta bene alla tipologia per i sentori marcati e freschi di frutti rossi, e ne vanta un’ottima tradizione sull’Isola d’Elba oltre che tra Umbria e Lazio.

wpid-20150709_215709.jpgL’interesse mi cresce spontaneo leggendo l’annata riportata: 2008. Quindi un lungo affinamento sulle spalle, e infatti scoprirò dopo l’assaggio di essere di 5 anni in caratelli di rovere.

Lo verso nel calice che si riempie di un fitto colore rubino, quasi impenetrabile, vivo di riflessi di ciliegia. I profumi sono nitidi e puliti, con ricordi ancora freschi di marasche e note balsamiche di eucalipto, suggestioni di cuoio e tabacco, frutti di mirtillo e ancora dolci speziature di vaniglia e crema al caffè. L’assaggio conferma le ottime impressioni, regalando la dolce succosità dei frutti scuri, con la tensione di una freschezza esemplare, e un pregevole spessore tannico raffinato, che alleggerisce il palato lasciando lunghi ricordi in un rincorrersi di noci, fave di cacao e un goloso gusto di polpa di fichi neri maturi. Un sorso chiama l’altro, e finito il bicchiere si ha voglia anche del secondo. Questa per me è forse la prova migliore della bontà di un vino in generale, e di un passito a maggior ragione.

A costo di sembrare banale o ripetitivo ribadisco l’importanza di servire questo tipo di vino sempre fresco, io sto sui 10°C (volendo anche 8°C con la calura attuale), per consentire di crescere nel bicchiere e risultare dinamico. E se volete un abbinamento penserei a un bel muffin al lampone e cioccolato, una crostata di ciliege o mirtilli, ma si potrebbe azzardare persino con una zuppa inglese.

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